a cura di Marta Loi, ICIM Group
Per le imprese che credono e che investono nel benessere dei propri collaboratori c’è una nuova concreta opportunità: il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62 introduce un esonero contributivo, fino a 50.000 € l’anno, a favore delle aziende certificate in materia di welfare aziendale e politiche per la genitorialità. Sul fronte normativo, il riferimento è la UNI/PdR 192:2026, la prassi pubblicata da UNI il 14 aprile scorso che definisce il sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
COSA PREVEDE L’INCENTIVO
L’articolo 6 del decreto n.62 riconosce alle imprese certificate UNI/PdR 192:
- fino all’1% di sgravio sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro;
- fino a 50.000 € annui per ciascuna impresa;
- nessun impatto sull’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dei lavoratori;
- applicazione su base mensile, secondo le modalità che saranno definite da un decreto attuativo interministeriale entro 30 giorni dalla conversione in legge.
Il Governo ha stanziato 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Le aziende certificate potranno inoltre accedere a specifiche attività di promozione internazionale curate dall’Agenzia ICE.
PERCHÉ CERTIFICARSI CONVIENE
A differenza dei tradizionali bonus una tantum, questo incentivo premia chi ha costruito sistemi organizzativi strutturati e verificabili a sostegno di maternità, paternità e carichi di cura. La logica è chiara: non basta dichiarare di essere “family-friendly”, serve dimostrarlo con politiche, processi e KPI misurabili.
IL BANDO UNIONCAMERE: CONTRIBUTI E CONSULENZA GRATUITA PER OTTENERE LA CERTIFICAZIONE
Allo sgravio contributivo del DL 62/2026 si affianca un secondo strumento, distinto e complementare: il nuovo bando di Unioncamere nell’ambito del progetto “Il lavoro a misura di famiglia”.
Mentre lo sgravio interviene dopo la certificazione, questo bando copre i costi per arrivarci: consulenza gratuita e contributo sui costi di audit. Dal 21 settembre 2026 è possibile presentare domanda tramite la piattaforma ReStart, a condizione di superare un pre-screening online che verifica il possesso dei requisiti (tra gli altri: almeno un dipendente regolarmente assunto, partita IVA attiva, regolarità contributiva attestata dal DURC, assenza di procedure concorsuali).
Il percorso si articola in tre step: iscrizione, l’impresa compila online il test di autovalutazione e presenta domanda; consulenza gratuita, fino a 6 giornate di consulenza online con un esperto iscritto nell’Elenco Ufficiale dei Consulenti, per colmare i gap e preparare la documentazione; audit e contributo, l’impresa sostiene l’audit con un Organismo di Certificazione accreditato, il contributo viene liquidato direttamente all’OdC, azzerando i costi vivi per l’impresa.
Il contributo massimo è parametrato al numero di addetti equivalenti e alle giornate di audit previste, da un minimo di 1.800 € (fino a 5 addetti) a un massimo di 12.000 € (oltre 250 addetti). Le imprese già certificate Pdr 125 per la parità di genere o per il Family Audit ricevono un incremento fisso per i costi di sorveglianza.
(Maggiori informazioni nell’ Avviso del bando sul sito di Unioncamere.)
COS’È LA UNI/PDR 192:2026
Promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio e sviluppata in collaborazione con UNI, la prassi capitalizza l’esperienza del Family Audit della Provincia Autonoma di Trento e i principi del Codice per le imprese in favore della maternità.
È rivolta a organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione e si fonda su sette aree di intervento:
- organizzazione del lavoro e flessibilità oraria e spaziale;
- supporto alla maternità;
- supporto alla genitorialità;
- supporto agli impegni di cura;
- salute e benessere;
- sostegno economico e servizi per le famiglie;
- sviluppo professionale e continuità di carriera.
Per ottenere la certificazione, le micro e piccole imprese devono raggiungere il 50% del punteggio totale (con almeno 1 KPI quantitativo soddisfatto), mentre medie e grandi organizzazioni devono raggiungere il 60% (con almeno 2 KPI quantitativi).
IL VALORE AGGIUNTO PER L’IMPRESA
Adottare la UNI/PdR 192:2026 significa:
- accedere a un beneficio economico immediato e strutturale (sgravio contributivo);
- rafforzare il proprio posizionamento reputazionale verso dipendenti, candidati e stakeholder;
- ridurre il turnover, in particolare post-maternità, e trattenere talenti;
- integrarsi con altre certificazioni di sistema già diffuse (UNI/PdR 125 sulla parità di genere, UNI/PdR 103 sul welfare aziendale, UNI EN ISO 9001).
TEMPISTICHE
L’incentivo fiscale decorre dall’entrata in vigore della legge di conversione del DL 62/2026. Le domande per il bando Unioncamere sono aperte, invece, dal 21 settembre 2026.
È il momento giusto per iniziare il percorso di adeguamento: la valutazione di conformità di terza parte richiede un sistema di gestione documentato, un piano strategico e un monitoraggio annuale dei KPI, attività che necessitano di tempi di preparazione adeguati e che ora possono contare anche su consulenza gratuita e un contributo sui costi di audit.
Gli esperti di ICIM sono a disposizione per accompagnare le imprese nella verifica dei requisiti di accesso al bando Unioncamere e nella definizione dei percorsi propedeutici alla certificazione.