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Ottobre 2026

Conformi per crescere

L'industria italiana nella nuova era del nucleare

Le aziende italiane vantano competenze distintive ed eccellenza tecnologica ma i fornitori qualificati per una filiera in grande espansione sono ancora pochi.
La qualificazione della supply-chain è il passo strategico per mantenere un posizione di rilievo in ambito nazionale ed europeo.

All’indomani dell’approvazione della legge delega sul nucleare sostenibile (n.169 del 29/09/2026), per la definizione di un quadro normativo completo sull’energia atomica, si è svolto a Milano il Summit Nucleare Civile Italia-Francia 2026 organizzato da ANIMA Confindustria in collaborazione con AIN- Associazione Italiana Nucleare, Business France, Agenzia ICE e che ha visto la partecipazione di ICIM Group.

Un incontro finalizzato a costruire una filiera integrata per il nucleare che, rafforzando la già stretta cooperazione tra i due Paesi, combini il know-how francese nella progettazione, costruzione e gestione dei grandi impianti con l’eccellenza tecnologica e industriale italiana.

Tra i principali dati emersi, le oltre 50 iniziative in ambito nucleare in Europa – progetti avviati, in preparazione e annunciati da qui al 2050 – che, secondo il presidente di AIN Stefano Monti, possono generare concrete opportunità per le imprese italiane, in particolare per le aziende della meccanica e della componentistica. Lo scenario di sviluppo del settore prevede, inoltre, un potenziale di 117mila occupati qualificati entro la stessa data. L’altra evidenza critica emersa dal Summit è che, in rapporto al significativo sviluppo previsto nei prossimi anni, i fornitori della filiera nucleare italiana sono ancora pochi.

Sebbene l’Italia, pur in assenza di centrali operative sul territorio nazionale, sia considerata la seconda filiera nucleare in Europa dopo quella francese – per le competenze e la qualità di aziende già attive da tempo nel settore con la fornitura di componenti, apparecchiature e servizi ad alto valore aggiunto per progetti nucleari internazionali – Marco Golinelli, vicepresidente ANIMA Confindustria, ha sottolineato come sia giunto il momento di “creare le condizioni affinché le imprese possano investire, qualificarsi e partecipare alle nuove opportunità del mercato nucleare”.
Un messaggio rivolto anche alle numerose realtà e organizzazioni attive nel comparto oil&gas che, di fatto, dispongono già di competenze e capacità produttive facilmente trasferibili, o riconvertibili, nel comparto nucleare.

In sintesi, oltre a fare affidamento su una collaborazione sempre più performante tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca, il rilancio del settore nucleare deve passare, inevitabilmente, dalla capacità di qualificare l’intera supply chain, di diffondere, dunque, una cultura nuclear safety, di garantire sicurezza e conformità e, non ultimo, di formare nuovi profili professionali.

In questo scenario può giocare un ruolo attivo ICIM Group che, da sempre al fianco delle imprese operative nel nucleare, ha sviluppato competenze distintive e tra loro integrate per rispondere a ogni esigenza in ambito sicurezza, compliance, qualifica di componenti e processi, e per supportare l’industria italiana nel rafforzamento di una cultura nucleare necessaria per mantenere una posizione di rilievo in ambito nazionale ed europeo. Le imprese interessate a operare in questo settore possono, dunque, contare su un unico interlocutore lungo tutta la catena di conformità grazie ai servizi di consulenza, formazione, testing e certificazione erogati dalla società del Gruppo (ICIM Consulting, laboratorio OMECO e ICIM SpA).