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Aprile 2026

ISO 9001:2026

Lo sprint finale verso la nuova edizione del sistema di gestione per la qualità!

a cura di
Nicola Gigante, Presidente della Commissione Tecnica UNI/CT016 “Gestione per la qualità e metodi statistici”, Coordinatore UNI/CT 016/GL 02 “Sistemi di gestione per la qualità” e membro dell’ISO TC 176/SC2/WG29 “Revision of ISO 9001”
Lucio Galdangelo, ICIM SpA
Marco Cibien, ICIM Consulting

INTRODUZIONE

La ISO 9001, “madre dei sistemi di gestione ISO” e best-seller della normazione internazionale è prossima a compiere quarant’anni. Lo farà nel marzo 2027 e lo farà in grande spolvero, in forza di una nuova (sesta) edizione della norma, attesa per il prossimo settembre.

Sono passati quasi tre anni da quando si è deciso di dare una degna erede alla storica edizione 2015 del sistema di gestione per la qualità (QMS – Quality Management System), la quinta, quella del passaggio dalla Vision 2000 all’attuale Harmonized Structure (HS), quella dell’avvento dell’analisi di contesto e del risk-based thinking, della leadership e delle informazioni documentate. Un’edizione per certi versi “rivoluzionaria”, che ha sancito un nuovo modo di intendere e applicare le norme di sistemi di gestione ISO (MSSs – Management System Standards).

L’edizione in dirittura d’arrivo non avrà lo stesso potenziale innovativo della ISO 9001:2015, ma non sarà neppure una revisione meramente “cosmetica”. Proveremo a convincervi di ciò nel seguito: partendo dal processo di elaborazione e relativa timeline, per arrivare a formulare alcune considerazioni sui possibili impatti per le imprese, nonché sul ruolo del QMS nell’evoluzione degli ISO MSSs.

 

IL PERCORSO: LE TAPPE, IL BACKSTAGE E IL RUOLO DELL’ITALIA

Nel 2021, la ISO 9001:2015[1] era stata confermata senza variazioni, rispettando l’orientamento emerso da un’indagine internazionale condotta presso gli utilizzatori. Nella stessa occasione, si decise tuttavia di anticipare i tempi del successivo riesame della norma.

Si attivò dunque, già nel 2023, il gruppo di lavoro ISO/TC 176/SC2/WG29, incaricato dell’elaborazione della futura ISO 9001. Nei mesi successivi, a partire dall’iniziale Working Draft, una prima bozza di Comitato (CD1) fu prodotta e sottoposta al giudizio degli organismi di normazione nazionali. Considerata la numerosità dei commenti ricevuti, si decise di elaborare un nuovo Committee Draft (CD 2), che risolvesse le perplessità maggiori. Il CD2 venne completato a gennaio del 2025.

I passaggi successivi sono storia recente:

  • febbraio – giugno 2025: raccolta e gestione dei commenti al CD2;
  • agosto 2025: elaborazione del Draft International Standard (DIS);
  • settembre – novembre 2025: votazione e approvazione del DIS;
  • dicembre 2025 – marzo 2026: riesame e sistemazione dei commenti al DIS
  • aprile 2026: pubblicazione del Final Draft International Standard (FDIS).

Il prossimo passo sarà dunque la pubblicazione della nuova ISO 9001 prevista per settembre del 2026.

Figura 1 – Timeline del processo di revisione della ISO 9001:2026

LA POSIZIONE ITALIANA E IL QMS NELL’ERA DELLA TWIN TRANSITION: 3 ASPETTI CHIAVE

Sin dall’inizio l’Italia  decise di partecipare ai lavori di revisione, adottando un approccio organico e armonizzato. Venne quindi preparato, e trasmesso alla segreteria di ISO/TC 176, l’Italian Position Paper, che da allora ha costituito il quadro concettuale di riferimento per il contributo italiano. In sintesi, la tesi è che la soddisfazione del cliente in molti casi non può essere ottenuta solo attraverso la regolare conformità dei prodotti e servizi a requisiti tecnici e funzionali, ma è condizionata da altri fattori che, come tali, andrebbero affrontati nella nuova versione della norma, e in particolare dai seguenti:

  • la consapevolezza del cliente, sempre più determinante per il soddisfacimento dei requisiti del cliente stesso (“qualità della domanda”);
  • la “qualità dell’organizzazione”, declinata nel senso della sua rilevanza per il cliente, la cui soddisfazione dipende non solo dalla conformità di prodotti e servizi, ma, spesso, dalla percezione delle caratteristiche valoriali del “fornitore”;
  • la “qualità del contesto”: la ISO 9001:2015 richiede di affrontare “reattivamente” il contesto esterno, ma dovrebbero essere presidiate anche le iniziative dell’organizzazione “verso” di esso.

La considerazione, nella nuova norma, di queste ulteriori dimensioni della qualità avrebbe prodotto, secondo il “position paper” italiano, un più ampio riconoscimento della ISO 9001 come strumento concreto e attuale di successo organizzativo, tanto più necessario per affrontare la sfida della Doppia Transizione (Twin Transition), ambientale e digitale.

 

 

 

LE PRINCIPALI NOVITÀ

Dalla lettura del FDIS si può definitivamente affermare che la ISO 9001:2026 si caratterizzerà:

  • per le due nuove tematiche della cultura della qualità e del comportamento etico, componenti essenziali di quella “qualità dell’organizzazione” di cui si è parlato in precedenza;
  • per l’introduzione di un punto espressamente dedicato al tema delle “opportunità”, ora separato dal tema del “rischio”;
  • per una sostanziale revisione dell’Appendice A, rivolta a chiarire il significato dei requisiti e a favorirne una lettura innovativa.

Oltre a ciò:

  • è stato introdotto un punto contenente termini e definizioni tratti dalla ISO 9000;
  • vi è maggiore allineamento all’Harmonized Structure;
  • è stata eliminata l’Appendice B, avente come argomento le “guide” all’applicazione della ISO 9001:2015, ora richiamate nell’Appendice A;
  • sono stati riformulati vari requisiti, senza modificarne la sostanza, e migliorate alcune note.

Ulteriori stimoli sono contenuti nell’ Appendice A, dove, tra l’altro:

  • Si spiega che i confini del QMS possono essere influenzati da specifici requisiti dei clienti, delineando la prospettiva di un cliente che avanza richieste relative allo stesso QMS, non solo ai prodotti e servizi.
  • Si fa riferimento alle caratteristiche dei prodotti e servizi diverse da quelle puramente funzionali e prestazionali. Ciò comprende, per esempio, le caratteristiche di sostenibilità.
  • Sono presenti richiami all’integrazione fra i sistemi di gestione, chiarendo tra l’altro che l’integrazione può favorire la coerenza del processo decisionale.

GLI IMPATTI, LE OPPORTUNITÀ, LE PROSPETTIVE

Come avvenuto in occasione della pubblicazione delle precedenti, anche in occasione di questa nuova edizione della ISO 9001, dovremo preoccuparci di interpretare e applicare le novità introdotte, tenendo in debita considerazione gli impatti, le opportunità e le prospettive, sia dal punto di vista delle organizzazioni, sia di quello degli organismi di certificazione.

Le principali novità implicano innanzitutto un rinnovato focus su quell’insieme di requisiti strategici che sono alla base dell’applicazione del QMS, ovvero: l’analisi del contesto, la mappatura delle parti interessate rilevanti e relative esigenze e aspettative, il conseguente insieme di rischi e opportunità.

Viene confermata la richiesta di valutazione dell’impatto del cambiamento climatico (climate change), che può essere interpretata a livello reattivo (e.g. cosa si può fare per proteggersi da eventi naturali causati dal cambiamento climatico) ovvero a livello propositivo (e.g. cosa si può fare per ridurre l’impatto ambientale dei processi e/o dei prodotti per ridurre le cause del cambiamento climatico).

Nell’ambito delle responsabilità dell’alta direzione, i temi relativi alla cultura della qualità e al comportamento etico possono essere recepiti mediante la sensibilizzazione e la formazione verso tutte le risorse interne ed esterne (fornitori e partner) dell’organizzazione al fine di assicurarne la consapevolezza.

Lo scorporo delle prescrizioni relative alle opportunità da quelle dei rischi è un segnale che deve essere colto dalle organizzazioni in termini di maggiore attenzione alla ricerca di benefici per il miglioramento dei processi, prodotti/servizi. È da considerarsi come un’evoluzione del QMS per stimolare l’evoluzione dal mero trattamento del rischio, ormai sostanzialmente metabolizzato, al miglioramento continuo.

Nell’ambito della pianificazione del sistema viene enfatizzata la necessità di porre attenzione alla verifica di efficacia delle modifiche apportate a seguito dei cambiamenti del contesto esterno e interno. È necessario affrontare in maniera strutturata le modifiche, e anche il requisito relativo agli audit interni viene in aiuto, specificando che gli stessi sono utili anche per valutare la capacità del QMS di adattarsi ai cambiamenti. A questa tematica si può associare quella relativa alla gestione delle informazioni documentate, che conferma e rafforza il concetto secondo il quale è l’organizzazione che deve decidere quali processi saranno accompagnati da informazioni documentate, nonché il loro tipo (ormai indissolubilmente legato al trend di digitalizzazione delle informazioni) e grado di dettaglio (sempre nelle logiche del risk based thinking).

Tra le novità sono presenti anche requisiti che recepiscono lo stato dell’arte come l’impiego del lavoro da remoto che impone la necessità di verifica dell’adeguatezza delle infrastrutture impiegate e l’impatto sul business aziendale generato dal relativo utilizzo.

I requisiti relativi ai clienti vengono amplificati in relazione alla comunicazione che potrebbe sfociare in formazione per consentire ai clienti stessi di formulare meglio le richieste e comprendere più chiaramente le caratteristiche del prodotto/servizio al fine di utilizzarlo al meglio.

Quanto sopra indicato e molto altro viene ripreso nella già citata Appendice A, che potremmo definire come “illuminante”, in quanto contiene numerosi spunti per ottimizzare l’applicazione del QMS e per attualizzarlo, ad esempio attraverso la gestione delle tecnologie emergenti, tra le quali la più gettonata è senza ombra di dubbio la già citata AI. L’impiego di quest’ultima comporterà la necessità di definire un processo strutturato per determinare i relativi rischi e opportunità, nonché la tracciabilità delle decisioni e responsabilità correlate.  

In definitiva, anche l’analisi degli impatti e delle opportunità ragionevolmente associabili alla ISO 9001:2026, conferma come il QMS si presti ancor più di prima a divenire il punto di partenza per affrontare le sfide contemporanee, quali ad esempio la gestione integrata dei temi (topics) ESG o di quelli riferibili, più in generale, alla Twin Transition. E ciò è ancor più vero abbracciando la prospettiva del “successo durevole” (sustained success) proposto dalla ISO 9004:2018[2] e dell’integrazione con i modelli e strumenti ascrivibili al nuovo filone della governance delle organizzazioni (governance of organizations)[3]. In altre parole, viene rafforzato il ruolo della ISO 9001 come pietra angolare (milestone) non solo di un sistema di gestione integrato, ma di un vero e proprio modello di governance (governance framework). Una questione certamente sfidante e meritevole di futuri approfondimenti.

 

CONCLUSIONI

Se avevate il dubbio che la futura ISO 9001:2026 fosse una light review o addirittura un mero esercizio di stile, speriamo di avervi convinto che non sarà così. Se da un lato è vero che il QMS manterrà l’attuale struttura HS-based e non ci saranno evidenti rivoluzioni a livello di macro-requisiti, dall’altro le numerose back-door presenti nel documento – che trovano nell’Appendice A il loro punto di convergenza – proiettano la “madre dei sistemi di gestione ISO” nell’era della Twin Transition e delle sfide socio-tecniche (AI in primis) contemporanee, riaffermando con forza il ruolo centrale della gestione per la qualità nel delicato – quanto inevitabile – passaggio dal consolidato ambito del management a quello emergente della governance delle organizzazioni.

Starà come sempre alle imprese e organizzazioni saper cogliere queste opportunità, forse più sottili che in passato, ma non per questo meno rilevanti.

[1] Recepita in Italia da come UNI EN ISO 9001:2015.
[2] A partire dai primi anni 2000, la ISO 9004 ha rappresentato l’avanguardia della serie di norme ISO 9000 e, in particolare, si configura come la naturale estensione del QMS, andando ad anticipare temi che, tipicamente, si riverberano poi, nel tempo, sulle successive edizioni della stessa ISO 9001 e sugli altri sistemi di gestione.
[3] Per maggiori informazioni sulle attività tecnico-normativo sulla governance delle organizzazioni si rimanda ai seguenti link:
www.iso.org/committee/6266703.html
https://committee.iso.org/home/