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Marzo 2026

Better testing for better living: ruolo e valore delle Prove non Distruttive nell’industria.

di Ezio Tuberosa, Presidente AIPnD-CICPND e Vicepresidente EFNDT

In attesa della Conferenza Europea ECNDT di giungo a Verona.

Dal 15 al 19 giugno l’Italia, e più precisamente la Fiera di Verona, ospita la 14a edizione di ECNDT, la Conferenza Europea sui Controlli Non Distruttivi che riunisce i migliori esperti, accademici e professionisti del settore per condividere innovazione, ricerca e tecnologie per il futuro delle ispezioni e del controllo qualità.
Si tratta del principale evento internazionale della EFNDT (European Federation for Non-Destructive Testing) che, in Italia, è rappresentata da AIPnD, l’Associazione Italiana Prove non Distruttive.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare per inGRUPPO Ezio Tuberosa, Presidente di AIPnD e di CICPND (Centro italiano di coordinamento delle Prove Non Distruttive) e Vicepresidente della EFNDT.

 
Presidente Tuberosa, AIPnD è una delle prime associazioni al mondo per i controlli non distruttivi. Ce ne vuole raccontare in breve la storia e le finalità?

La nostra Associazione, nata nel 1979, è tra le più importanti a livello europeo in questo settore. L’Associazione Italiana Prove Non Distruttive Monitoraggio Diagnostica e Laboratori di Prova – questo il nome completo di AIPnD – è un’organizzazione a carattere scientifico, culturale e professionale che si dedica alla promozione, all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze e delle pratiche relative alle Prove non Distruttive. Oggi AIPnD è un punto di riferimento per professionisti, ricercatori, accademici, esperti del settore e operatori coinvolti nel campo delle prove, delle ispezioni e del controllo qualità.
Il nostro scopo principale è quello di diffondere, a livello nazionale, attenzione e sensibilità sull’importanza che le Prove non Distruttive hanno nel garantire affidabilità e sicurezza alla vita quotidiana.
Dedichiamo, inoltre, tempo e risorse alle scuole tecniche e professionali e alle università, ritenendo necessario fornire competenze specifiche e creare cultura sull’importanza delle prove non distruttive in quelli che saranno i manager di domani.
A livello globale, il settore delle prove è organizzato in quattro federazioni regionali, Europa (EFNDT) Americhe (PNNDT), Asia (APFNDT) e Africa (AFNDT). Noi facciamo parte della Federazione Europea EFNDT-European Federation fon Non-Destructive Testing, che conta 29 associazioni in rappresentanza di altrettante nazioni.
Al di sopra delle 4 federazioni regionali c’è la The International Committee for Non-Destructive Testing (ICNDT).

 
Può dirci qualcosa di specifico sul ruolo di AIPnD nel contesto nazionale?

Dobbiamo dire che le Società di Servizio e i tecnici altamente qualificati che eseguono i test, così come le organizzazioni che li utilizzano, rappresentano oggi, nel loro insieme, una rilevanza strategica per il Sistema Paese. Troppo spesso noi italiani siamo incapaci di renderci conto di questo valore e della nostra attitudine culturale, tecnica e professionale che non è assolutamente inferiore a quella di altri paesi. Prova ne sia che le Società di Servizio Italiane, in questo momento, lavorano intensamente con commesse a livello europeo e mondiale, proprio perché le competenze dei nostri tecnici sono uniche e altamente riconosciute all’estero.

 
AIPnD è una realtà che unisce aziende e professionisti che operano nel mondo del lavoro, ma qual è la partecipazione e il contributo del mondo accademico all’interno della vostra associazione?

La condivisione di esperienze che i membri del mondo accademico portano in associazione è una linfa fondamentale per migliorare le nostre attività. Abbiamo sempre coinvolto nel nostro Consiglio Direttivo professori ed esperti in tutte le problematiche legate alle attività di test non distruttivi nei diversi settori merceologici: il loro contributo è assolutamente prezioso e, viceversa, sono gli stessi docenti a farsi  promotori del valore che hanno le PnD in tutti i campi di applicazione.

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Cosa ci racconta a proposito della prossima Conferenza ECNDT di Verona?

Con un pizzico di orgoglio – avendone sostenuto la candidatura – siamo felici che la 14a edizione della Conferenza Europea sui Controlli Non Distruttivi (ECNDT) torni quest’anno a svolgersi in Italia ben 42 anni dopo l’edizione di Firenze del 1984. La manifestazione, che ha una cadenza quadriennale, si configura come un’imperdibile opportunità di networking e di confronto su tutti gli aspetti del mondo delle prove non distruttive e come un vero e proprio convegno tecnico-scientifico con un fitto programma di presentazioni, workshop, convegni e simposi, cui si affianca la parte espositiva che coinvolge le società che producono strumenti e attrezzature industriali per le PnD.
A oggi abbiamo già ricevuto oltre 800 domande di memorie tecniche (quasi il triplo rispetto alla precedente edizione di Lisbona), ovvero candidature di casi di studio o di ricerche innovative da presentare alla Conferenza, provenienti principalmente dal “sistema Italia” ma anche da Germania, UK, Francia e Spagna, per quello che riguarda l’Europa, e poi da Cina, Malesia e Giappone, il che attesta il carattere sempre più globale alla Conferenza Europea di Verona 2026.
Un così grande interesse fa capire quanto sia ampia la casistica dei controlli non distruttivi, gli ambiti di applicazione e gli elementi innovativi che li caratterizzano.
Nelle cinque giornate veronesi l’esposizione delle memorie, della durata di circa 20 minuti ciascuna, sarà programmata e suddivisa per tematiche omogenee (ambito aeronautico, impiantistico, energia, costruzioni, agroalimentare, beni culturali, ecc.), così da agevolare una partecipazione mirata secondo le aree di interesse.

 
Focalizzandoci sulla nostra manifattura, quale è a Suo avviso la percezione che il mondo industriale italiano ha di questi controlli e quale dovrebbe essere l’interesse delle imprese per venire a Verona il prossimo giugno?

Alla Conferenza di Verona ci si rende realmente conto che la differenza la si fa quando si produce un prodotto sicuro e di qualità molto alta. Per mantenere il nostro posizionamento industriale dobbiamo certamente puntare sulla qualità dei prodotti che realizziamo nel nostro Paese, perché solo attraverso la sicurezza dei prodotti che immettiamo sul mercato possiamo essere alla pari, o addirittura superiori, a competitor insidiosi come Cina, India o altre realtà. Sono certo che gli imprenditori potranno trovare nelle giornate di ECNDT spunti e sollecitazioni di grande interesse, ognuno per il proprio ambito di riferimento.

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In un mondo tecnologico che avanza con grande rapidità, con una digitalizzazione sempre più presente e con i nuovi temi di produzione e filiere molto lunghe, quali sono le sfide dei prossimi anni per chi si occupa di controlli non distruttivi?

I punti sono sostanzialmente due. Il primo è sicuramente l’Intelligenza Artificiale che non deve spaventarci, è una realtà che va usata bene e che avrà sicuramente un ruolo strategico anche nel mondo dei controlli e delle prove.

L’altro tema da tenere ben in evidenza è la qualificazione e la certificazione del personale che esegue prove, controlli e collaudi. A questo proposito, uno degli obiettivi della Conferenza di Verona sarà quello di proporre una “Regola Comune Europea” sia per la formazione sia per la certificazione dei tecnici delle PnD.

La competenza degli addetti ai lavori è fondamentale e deve essere garantita ma, di fatto, non tutte le società di servizio hanno sufficiente personale certificato e qualificato per garantire un controllo a regola d’arte. Questo perché la norma (UNI EN ISO 9712) è uguale per tutti ma lo schema di certificazione applicato può essere differente nei vari paesi. Da qui riteniamo indispensabile arrivare a uno schema di certificazione del personale addetto alle prove non distruttive condiviso, approvato e accettato  da tutte le Associazioni facenti parte della Federazione Europea (EFNDT).